È difficile immaginare che solo poco più di un secolo fa le donne venissero scoraggiate dall'usare una bicicletta.
La disponibilità sempre maggiore di questi mezzi ha dato alle donne la possibilità di muoversi in modo indipendente e di viaggiare da sole. Questo, ovviamente, rappresentava una minaccia per la posizione dominante degli uomini.
Alla fine del XIX secolo, i medici idearono una malattia chiamata “Faccia da bicicletta” per scoraggiare le donne dall'andare in bicicletta.
Che cos'era la “faccia della bicicletta”?
La strategia consisteva nel far credere alle donne che andare in bicicletta avrebbe causato il rigonfiamento degli occhi e la sporgenza del mento a causa dello sforzo per mantenere l'equilibrio. La “faccia da bicicletta” era tipicamente arrossata, ma a volte pallida, e sembrava sempre affaticata. Queste erano considerate caratteristiche femminili sgradevoli.
Gli articoli pubblicati volevano anche far credere alle donne che andare troppo spesso in bicicletta rendesse la loro salute più vulnerabile.
I medici erano anche preoccupati che le donne in bicicletta apparissero fin troppo affascinanti. Andare in bicicletta era considerato troppo virile per una donna o una ragazza per bene.
Quando le donne hanno iniziato ad andare in bicicletta?
Molti appassionati di ciclismo non erano d'accordo sul fatto che la “faccia da bicicletta” fosse una condizione medica. Al contrario, suggerivano che l'attività fisica avrebbe migliorato la salute delle donne.
Per esempio avrebbe aumentato il loro benessere fisico ed emotivo. Non solo le avrebbe rese più forti, ma anche più sicure di sé.
In questi manifesti della fine del XIX secolo, provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Francia, le donne non soffrono di questa presunta condizione medica!
Traduzione revisionata da Romina Marchesani